Robert burns

Il bardo immortale delle lande scozzesi

Il 25 gennaio 1759, in una buia notte ventosa, nacque colui che ancora oggi viene celebrato in tutto il mondo come il poeta scozzese per eccellenza: Robert Burns. Nell’umile cottage costruito con le proprie mani, William Burns accolse il primogenito, ignaro di aver dato la vita a uno dei personaggi più amati di Scozia. Insieme alla moglie Agnes, William viveva in un piccolo villaggio dell’Ayrshire, conducendo un’esistenza faticosa, basata sul duro lavoro dei campi. Nonostante le difficoltà economiche, i coniugi si impegnarono perché i figli ricevessero un’educazione adeguata e così nel 1765 Robert e suo fratello Gilbert furono mandati in una scuola vicino ad Alloway Mill. Successivamente, il padre si organizzò insieme ad altre tre famiglie e pagarono un precettore privato affinché insegnasse ai loro figli la grammatica inglese. 

Nel 1773 si trasferirono in un’altra fattoria. I Burns erano piccoli fittavoli, riuscivano a malapena a coprire l’affitto in quanto il terreno di montagna, difficile da coltivare, produceva poco. Per questo motivo, e non potendo permettersi di pagare un lavoratore esterno, l’intera famiglia trascorreva le giornate nei campi. Nelle lunghe e gelide notti invernali, Robert sfruttava la pallida luce delle candele per immergersi nella lettura di libri di seconda mano per estraniarsi dalla realtà nella quale era costretto. A soli 15 anni aveva già scritto delle poesie d’amore e a 21 aveva letto Shakespeare, David Hume e Adam Smith. Aveva un bisogno profondo, quasi vitale, di lasciar spaziare la sua mente, tanto che si ritrovava ad ascoltare con grande trasporto i racconti sul soprannaturale narrati da una vedova che si recava spesso ad aiutare nella loro fattoria. Parecchi anni dopo, Robert trasformò in poesie un gran numero di queste storie. 

Nel 1784 William Burns morì; i due figli decisero di rilevare la fattoria ma in breve si trovarono in grosse difficoltà economiche; la situazione finanziaria di Robert si complicò ulteriormente per il fatto che divenne padre di un figlio illegittimo … il primo dei suoi 13 figli! Per tutta la sua vita Robert Burns inseguì l’amore con la stessa energia e passione con la quale si dedicò alla poesia. 

Due anni dopo, a novembre del 1786, si trasferì a Edimburgo. L’impatto con la raffinatezza quasi artificiosa della società letteraria della capitale, lo spinse a scrivere opere che apparivano in netto contrasto. ‘Address to a Haggis’ ne è un esempio. Non era nuovo a questo genere di produzione: pochi mesi prima, infatti, aveva pubblicato un’opera con l’unico scopo di racimolare il denaro necessario per spostarsi in Giamaica per trovare lavoro nelle piantagioni di schiavi. ‘Poems Chiefly in the Scottish Dialect’, questo il titolo della raccolta di poesie, meglio conosciuta come The Kilmarnock Edition dato che era stata stampata proprio in questa città da John Wilson, era stato un successo immediato e aveva fatto crescere la sua fama. Parecchi amici, tra i quali il suo mentore, il dottor Blacklock, lo avevano convinto a non lasciare la Scozia e a pubblicare un’edizione di questo scritto a Edimburgo. 

Robert Burns era un uomo che suscitava un notevole fascino e carisma: conosceva il francese, il latino, sapeva essere amabile e al tempo stesso sarcastico, era anticonformista ed estremamente diretto. Insomma, grazie al suo aspetto piacente e alla sua complessa personalità, non passava di certo inosservato. Anche per queste ragioni, la seconda edizione, ampliata e arricchita delle musiche, venne pubblicata nel 1787 a Edimburgo ed ebbe un notevole riscontro, tanto da avere numerose ristampe. 

Tra le sue opere, quella che viene considerata un vero e proprio monumento alle tradizioni scozzesi, è The Scots Musical Museum; il primo di sei volumi venne pubblicato nel 1787. Si tratta di una raccolta di oltre 300 canzoni scritte o adattate da Burns sulla base di vecchie melodie riscoperte viaggiando in giro per la Scozia. The Scots Musical Museum fu il risultato dell’incontro con James Johnson durante la sua prima visita a Edimburgo nell’inverno del 1786. Johnson, incisore e appassionato collezionista di canzoni scozzesi, aveva deciso di realizzare una raccolta di canzoni scozzesi, inglesi e irlandesi composta da due volumi. Il suo progetto mutò nel momento in cui conobbe Burns: il numero dei volumi salì a sei e la collezione fu incentrata unicamente sulla produzione scozzese. Burns collaborò con grande entusiasmo, portando a termine l’opera monumentale nonostante le difficoltà economiche di Johnson. La raccolta ebbe uno straordinario successo anche a livello internazionale, tanto che le canzoni e le melodie furono arrangiate da compositori come Joseph Haydn e Ludwig van Beethoven. 

Una successiva collaborazione che portò alla realizzazione di un altro capolavoro di questo genere è quella con George Thomson. A Select Collection of Original Scottish Airs for The Voice è, appunto, una collezione di canzoni popolari tradizionali tra cui le famosissime Auld Lang Syne, My Luve is Like A Red, Red Rose, A Man’s a Man for A’That e Scots Wha Hae, l’inno patriottico basato su un ipotetico discorso tenuto da Robert Bruce prima della battaglia di Bannockburn. Thomson, connazionale di Burns, mirava a conquistare il pubblico inglese e per questo gli proibì di usare il dialetto scozzese. Su questo piano, lo scontro tra i due non conobbe sosta in quanto, dal canto suo, Burns invece cercava in tutti i modi di impedirgli di ‘raffinare’ le parole e la musica dei brani.  

Sia The Scots Musical Museum che A Select Collection of Original Scottish Airs sono un lavoro straordinario di salvaguardia della tradizione culturale della Scozia. L’aspetto più notevole, tuttavia, è senza dubbio legato al fatto che per questo colossale impegno non ricevette alcun pagamento: lo fece letteralmente per amore verso la terra natia! Robert Burns riteneva che il suo lavoro fosse un servizio alla Scozia e quindi rifiutò qualsiasi tipo di pagamento. 

Dello stesso periodo è il suo capolavoro, scritto si dice in un solo giorno: Tom O’Shanter, il cui protagonista è un uomo che disturba un sabba di streghe ma riesce a fuggire alla loro vendetta.

Nel 1788 sposò ufficialmente Jean Armour, la donna che gli restò sempre accanto nonostante le sue abitudini sregolate e la ferrea opposizione della propria famiglia. Una donna che si dimostrò molto tollerante dato che accettò e, soprattutto, si prese cura di tutti i figli di Burns, sia legittimi che illegittimi. 

Abbandonò definitivamente il lavoro di fittavolo quando nel 1789 ottenne un posto come esattore delle tasse e si trasferì a Dumfries. Lo scoppio della Rivoluzione Francese nello stesso anno lo entusiasmò a tal punto da renderlo un accanito sostenitore della causa fintanto che non si trasformò in una carneficina. Per tutta la vita, Burns era stato dalla parte dei poveri e degli oppressi, contro la diseguaglianza sociale e i soprusi. Ecco quindi anche perché appoggiò la lotta americana per la democrazia nella persona di George Washington.

La vita del Bardo di Scozia si spense il 21 luglio del 1796 a soli 37 anni per le complicazioni di una febbre reumatica. Il 25 gennaio 1801 gli amici di Burns si riunirono ed organizzarono una serata in suo onore, dando origine a quella che ancora oggi viene ricordata e celebrata in tutto il mondo come la Burns Supper. 

Robert Rabbie Burns, l’amato Bardo scozzese, vive ancora nei cuori dei suoi connazionali. Si rende omaggio alla sua memoria in un modo che lui, amante della vita, avrebbe senz’altro apprezzato: non con una semplice cena, ma con un rito antico in cui il fiero spirito scozzese si risveglia al suono delle cornamuse, ascoltando la poesia ribelle di Robert Burns e assaporando l’inconfondibile haggis. I calici si sollevano all’unisono, brindando all’anima di una nazione in una notte di orgoglio e convivialità. Auld Lang Syne va a chiudere la serata con un ultimo, commovente omaggio all’identità stessa della Scozia.

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