Loch Katrine:
bellezza incantata
Esiste un lago, in Scozia, che a mio avviso incarna più di qualsiasi altro la bellezza incantata dei paesaggi scozzesi. Ed è proprio di un incanto che oggi vi voglio parlare. Vi invito a sedervi in un luogo tranquillo e a prendervi del tempo per immaginare quanto vi sto per raccontare …
Molto, molto tempo fa, nel luogo dove si estende la grande foresta dei Trossachs, esisteva un’ampia vallata in cui vivevano numerose persone in assoluta serenità e armonia, grazie alla terra straordinariamente fertile che coltivavano. In cima all’altura che dominava la valle, nascosta tra le rocce e gli alberi, si celava il segreto di tanta abbondanza: una sorgente d’acqua purissima e dalle proprietà prodigiose. Il cui potere, però, andava incanalato per non diventare distruttivo. A tale scopo, ad una fanciulla di nome Katrine era stato dato l’incarico di custodire questa fonte sacra e, soprattutto, di rilasciare a piccole dosi il giusto volume d’acqua. E così, ogni mattina, la giovane Katrine risaliva la collina per aprire la sorgente e assicurare agli abitanti del villaggio la quantità necessaria per vivere nell’abbondanza. La sera poi, tornava ad interrompere il flusso e rimaneva accanto alla sorgente per l’intera notte, per proteggerla dai malintenzionati.
Un giorno, proprio mentre si apprestava a trascorrere la notte nel suo rifugio, venne avvicinata da un giovane sconosciuto dai tratti scuri e particolarmente affascinanti. Si presentò in modo educato, spiegandole di aver viaggiato a lungo per vedere la misteriosa sorgente di cui aveva sentito tanto parlare. Katrine, rassicurata dall’atteggiamento rispettoso dello straniero, accettò di buon grado di trascorrere del tempo con lui, raccontandogli le qualità magiche di quelle acque. Senza rendersene conto, la fanciulla si ritrovò completamente soggiogata da quegli occhi magnetici che le stavano facendo dimenticare il suo compito. Non oppose resistenza quando le offrì da bere e acconsentì con piacere di condividere il cibo che il giovane aveva nella sacca.
La stanchezza iniziò a prendere il sopravvento, Katrine si sentì sempre più debole e incapace di reagire alla propria volontà … il sonno sopraggiunse all’improvviso, lasciandola a terra priva di sensi. Lo sconosciuto, dal canto suo, si alzò e s’incamminò con passo deciso verso la sorgente, uno sguardo di vittoria in quegli stessi occhi che poco prima avevano incantato la fanciulla. Con forza iniziò a spostare le rocce che trattenevano la fonte; sembrava investito da una furia sovrannaturale che gli conferiva un vigore inimmaginabile. Il giovane scuro, dal fascino gentile ed ammaliante, si stava trasformando nella sua vera essenza: un terribile demone che viveva in una caverna all’interno del Ben Venue, il monte che dominava la valle. Questa ingannevole creatura, da sempre gelosa della prosperità e della gioia degli abitanti del villaggio, desiderava vendicarsi e, soprattutto, mettere fine alla loro vita idilliaca. Ruppe lo sbarramento di roccia che arginava la sorgente e l’acqua si riversò con tutta la sua potenza impetuosa sui massi che avevano assistito precedentemente all’incontro tra i due giovani, scivolò, inarrestabile, lungo il pendio della collina e precipitò con violenza sulla vallata, travolgendo ogni cosa.
L’indomani mattina, quando Katrine si svegliò, lo straniero era scomparso e al suo posto era rimasta la devastazione che aveva provocato. La ragazza, allora, immaginando quanto poteva essere accaduto, iniziò a correre per raggiungere i propri cari. Lo spettacolo sconvolgente che comparve davanti ai suoi occhi la colpì a tal punto da lasciarla come paralizzata: lì dove fino a poche ore prima si allungava la placida valle e aveva prosperato la sua comunità, si estendeva un enorme lago dalla forma allungata. Le acque, limacciose per tutto ciò che avevano travolto al loro passaggio, avevano completamente cancellato ogni traccia di ciò che era stato: campi coltivati, mulini, fattorie, abitazioni, animali, persone … Katrine pensò alla propria famiglia, agli amici, a tutti coloro che erano stati sommersi mentre dormivano serenamente. Sconvolta e sopraffatta dal dolore, si precipitò verso la riva con un profondo senso di colpa ad opprimerle il cuore. Si gettò, lasciandosi inghiottire da quelle stesse acque che avrebbe dovuto custodire, con la speranza di potersi unire per sempre alle persone che aveva amato.
Questa leggenda, che spiega come l’essere soggiogati da un fascino ingannevole possa portare ad una catastrofe irreversibile, trasformando una terra di abbondanza e felicità in un luogo di tragedia e morte, narra la nascita del Loch Katrine. Uno tra i più bei bacini lacustri della Scozia, ricco di storia e tradizioni.
Situato nel cuore dei Trossachs, il Loch Katrine è altrettanto bello e suggestivo del vicino e più grande Loch Lomond. Anzi, rispetto al lago che ha dato il nome al parco nazionale, è sicuramente molto più tranquillo e meno affollato. La bellezza straordinaria di questo luogo è stata fonte di ispirazione per poeti, scrittori e pittori, tra cui Sir Walter Scott, Samuel Coleridge, William Wordsworth e Horatio MacCulloch, che hanno ambientato le loro opere su queste sponde. La pubblicazione del poema epico The Lady of The Lake di Scott, in particolare, ha innescato il cosiddetto Highland Revival, in quanto i suoi affezionati lettori iniziarono a viaggiare in massa verso i Trossachs per vedere i luoghi descritti. Ben presto, il loch Katrine divenne quindi una meta estremamente popolare; per questo motivo possiamo dire che Sir Walter Scott contribuì alla nascita del turismo scozzese!
Le rive pittoresche del Loch Katrine sono state la culla di una figura leggendaria per la storia scozzese: Robert MacGregor. Infatti, sul lato settentrionale, a Glengyle House, il 7 marzo 1671 vide la luce Ruadh Rob Roy, il rosso capo clan dei MacGregor che divenne un eroe nazionale amatissimo dal suo popolo. Da commerciante di bestiame, a causa di un debito nei confronti del duca di Montrose, cadde in rovina e fu esiliato. Si trasformò in un bandito ed iniziò a rubare capi di bestiame e a estorcere denaro per proteggere i proprietari terrieri come lui. Si dice che il nome del lago, anziché dalla leggenda che vi ho raccontato, derivi dal termine gaelico ceathairne che significa ‘ladro di bestiame’ per l’appunto. L’espressione si riferirebbe a una banda di combattenti armati che vivevano razziando e terrorizzando le Highlands. In realtà, Rob Roy sarebbe stato una sorta di Robin Hood scozzese che cercava di porre rimedio alle ingiustizie.
Un altro elemento che non possiamo di certo dimenticare, ci riconduce ad un’epoca più moderna: con i suoi 13 km di lunghezza, il Loch Katrine è da più di 150 anni la principale fonte di approvvigionamento di acqua dolce per la città di Glasgow. La costruzione dell’acquedotto nel 1859, un’impresa monumentale progettata dall’ingegnere John F. Bateman, fu necessaria per cercare di arginare le devastanti epidemie di colera che affliggevano la città nel XIX secolo. All’inaugurazione partecipò anche la Regina Vittoria la quale si innamorò a tal punto della zona da tornarvi più volte; nel 1869 si concesse una gita in barca e le sue visite, spesso registrate nei suoi diari, diedero un’altra, significativa, spinta nel rendere estremamente popolari le Highlands.
Se desiderate rivivere la leggenda di Katrine, ritrovare alcuni scorci di The Lady of the Lake o scoprire i luoghi ammirati e vissuti da personaggi significativi della storia scozzese, allora avete trovato un altro motivo per iniziare a preparare i vostri bagagli e concedervi una vacanza in Scozia! Il Loch Katrine offre molteplici opportunità di svago a coloro che sognano di trascorrere del tempo a stretto contatto con la natura:
- crociere a bordo dello storico piroscafo a vapore Sir Walter Scott (varato nel 1899) oppure su un moderno cruiser chiamato, in omaggio al poema di Scott, The Lady of The Lake;
- escursioni in ‘bici e barca’ o solo in bicicletta, salpando dal Trossachs Pier (il punto orientale), si attracca a Stronachlachar (il punto nord-occidentale), per poi tornare indietro percorrendo la pittoresca sponda nord per un itinerario di circa 21 km. Si tratta di una strada privata, di proprietà di Scottish Water, chiusa alla maggior parte dei veicoli e perciò piuttosto tranquilla;
- possibilità di campeggio e di pesca alla trota;
- passeggiate con vari livelli di difficoltà. A mio avviso, quest’ultima opzione vi garantisce un’autentica immersione in un paesaggio straordinario che faticherete a dimenticare. Alcuni esempi sono la strada panoramica che parte da Stronachlachar e arriva a Trossachs Pier tuffandosi tra pini, querce, betulle e faggi, oppure il percorso sulla riva settentrionale che vi conduce alla casa natale di Rob Roy (Glengyle House). Se siete appassionati della storia di questo eroe scozzese, allora vi consiglio di fotografare Factor’s Isle, l’isolotto dove MacGregor imprigionò l’esattore del Duca di Montrose in risposta allo sfratto imposto alla sua famiglia e di recarvi al cimitero del clan che ospita lapidi risalenti al periodo tra il 1699 e il 1800.
Qualsiasi sia la vostra scelta, se avrete la fortuna di recarvi in questo angolo di Scozia, sono certa che ammirando lo straordinario panorama del lago, sarà facile comprendere come abbia potuto ispirare così tanti artisti nel corso dei secoli. In qualsiasi periodo dell’anno, Loch Katrine merita una visita ma … i caldi colori autunnali che ammantano le sponde e le alture che gli fanno da corona sono uno spettacolo che s’imprimerà per sempre nel vostro cuore!
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