Il castello di Edimburgo – I

Primo appuntamento con una guida d’eccezione

“Cortesi viaggiatori, benvenuti in quella che fu la mia dimora numerosi secoli orsono. Sono onorato di fare la vostra conoscenza, mi presento al vostro cospetto: sono David I, re di Scozia dopo mio padre Malcom III. Vi stavo aspettando per accogliervi in questa fortezza che per secoli ha rappresentato lo spirito indomito del mio Paese. La struttura imponente, il suo passato millenario costellato di battaglie e re coraggiosi rendono il castello di Edimburgo uno dei luoghi prediletti dai turisti. Ogni pietra, ogni passaggio, ogni edificio custodiscono la propria storia… Io oggi intendo condurvi in un viaggio di scoperta di questo maniero attraverso i secoli, portandovi a conoscenza di ciò che realmente è accaduto.

Se siete giunti sin qui percorrendo la tranquilla strada denominata Johnston Terrace, immagino abbiate già avuto modo di ammirare la maestosità e l’aspetto inaccessibile che trasmette la grande roccia sulla quale poggia il castello. L’intera area sulla quale sorge Edimburgo ha un qualcosa di magico a mio avviso; certo, il paesaggio è parecchio cambiato dai miei tempi ma la sensazione che si percepisce allungando lo sguardo verso il Forth o Arthur’s Seat è sempre la stessa. Più tardi vi accompagnerò nel punto che vi permetterà di godere di questa vista davvero unica. 

L’Esplanade, l’ampio piazzale che avete attraversato poco fa, risale alla metà del 1700 ed è stato progettato come luogo di parata per la guarnigione del castello; era quindi un’area dove le truppe potevano addestrarsi ed esibirsi. Sino a quell’epoca, tuttavia, era stata utilizzata per le esecuzioni pubbliche, in particolare di coloro che erano stati accusati di stregoneria o che si erano macchiati del reato di lesa maestà. Dal 1950, nel mese di agosto, sull’Esplanade si svolge lo spettacolo di cui avrete sicuramente sentito parlare: il Royal Edinburgh Military Tatoo, uno spettacolo unico al mondo che unisce musica, danza ed esibizioni militari. Vi consiglio di assistervi almeno una volta per provare l’emozione che si sprigiona nell’ammirare le sfilate dei vari reggimenti con il tradizionale kilt e, soprattutto, il suono fragoroso delle cornamuse.

Sebbene originariamente ci fossero ben tre fossati, quello che abbiamo sotto i nostri piedi risale al 1650 e, a differenza di molti fossati medievali, non è mai stato riempito d’acqua. Il ponte e il portone d’ingresso, invece, furono costruiti nel 1888 non tanto con lo scopo di difendere il castello, quanto piuttosto per conferirgli un aspetto più suggestivo e maestoso. In realtà, il progetto originario prevedeva un vero e proprio ponte levatoio, quindi, un’ulteriore misura difensiva, che però non fu mai realizzata.

Le statue che vedete alle mie spalle sono state aggiunte nel 1929. Rappresentano due figure leggendarie spesso associate alla Scozia; le riconoscete? Alla mia destra, con la corona, re Robert the Bruce e dall’altro lato William Wallace la figura eroica che combatté nelle Guerre di Indipendenza. Sopra alle nostre teste, il motto della Scozia e dell’Ordine del Cardo: “Nemo Me Impune Lacessit”, nessuno mi sfida impunemente! Un monito per chi cerca di soggiogare il Paese! Il motto è sovrapposto da uno scudo con il leone rampante che rappresenta lo stemma reale scozzese, un simbolo di fierezza e sovranità. 

Non indugiamo oltre ed entriamo. All’interno dell’arco, sulle pareti laterali, come potete notare sono state inserite due lastre di pietra del 1500 che raffigurano Mons Meg, il gigantesco cannone che vedremo più tardi. Procediamo e ci rendiamo conto che una lieve rampa ci conduce a quella che doveva essere una piattaforma di artiglieria, la cui funzione era proteggere la barriera interna che si trova poco più avanti. All’incirca nel 1850 la barriera divenne inutile e così la piattaforma fu coperta con un tetto e trasformata in corpo di guardia e prigione. Quella specie di pilastri, di cui uno sovrapposto da un muro inclinato, sono ciò che resta della barriera interna del 1600, un vero e proprio portale difeso da un fossato e da una passerella sospesa. 

Venite con me, fiancheggiamo sulla sinistra il basso muretto e la roccia sulla quale è stato costruito il castello, in modo da arrivare alla Portcullis Gate, la porta a saracinesca costruita subito dopo il devastante assedio di Lang che venne usata come accesso principale alla fortezza tra il 1570 e il 1580. Era dotata di ben quattro barriere difensive: una saracinesca in metallo e tre doppi portoni di legno. Alla vostra sinistra, sul muro esterno alla porta, si trova una placca commemorativa con uno scudo e una testa sovrapposta, dedicata alle gesta di Sir William Kirkcaldy di Grange, sostenitore della regina Mary di Scozia ed eroico protettore del castello durante l’assedio di Lang. Quando Mary Stuart fu costretta ad abdicare, Kirkcaldy organizzò la difesa del castello sotto assedio, riuscendo nel suo intento per quasi due anni. Tuttavia, le sue truppe, esauste e senza rifornimenti, furono costrette ad arrendersi. A quel punto Kirkcaldy venne catturato, trascinato lungo il Royal Mile ed impiccato davanti St Giles Cathedral: un tragico e triste epilogo per un difensore leale! Successivamente, la sua testa venne esposta sulle mura del castello come monito; una pratica macabra, comune all’epoca per scoraggiare le ribellioni. 

Ed eccoci finalmente dentro al castello! Vorrei iniziare la visita da quello che io considero il cuore di questa antica fortezza, un edificio che domina la città di Edimburgo da oltre 900 anni. Vi prego di seguirmi percorrendo la strada meno comoda ma sicuramente la più autentica: ebbene sì, mi riferisco a questa scalinata che si inerpica sulla sinistra, chiamata ‘Lang Stairs’. ‘Lang’ in scozzese significa ‘lunga’ … e infatti è composta da ben 70 gradini. 

Nel Medioevo, Lang Stairs era la via d’accesso principale al castello ed era stata progettata appositamente per ostacolare l’avanzata di qualsiasi invasore! Si tratta, infatti, dell’ultimo elemento difensivo, un vero e proprio muro di scale contro coloro che cercavano di entrare. Ripensate alle ripide e impervie pareti rocciose che avete visto arrivando da Johnston Terrace, al fossato e al ponte levatoio, al Portcullis Gate con saracinesca e tre doppie porte di legno e ora questa lunga, ripida rampa di scale che un tempo passava sotto ad un’alta torre di vedetta (alla vostra destra) … Immaginate di doverla affrontare indossando un’armatura ingombrante e varie armi pesanti. Lì in alto dei possenti cannoni puntati verso il basso e delle sentinelle pronte a colpire chiunque provasse a valicare l’ultimo baluardo del castello. Un’impresa quasi impossibile, non trovate? La strada lastricata che vedete più avanti è stata costruita nel 1600: la parte centrale è costituita da piccoli blocchi di granito ed è stata pensata per garantire una maggiore aderenza agli zoccoli dei cavalli che dovevano trasportare l’artiglieria pesante dentro e fuori il castello. Prima di incamminarci lungo la scalinata, voglio mostrarvi un’altra lastra commemorativa che si trova sul muro davanti a noi. E’ stata affissa in ricordo di Sir Thomas Randolph, conte di Moray e nipote di Robert Bruce. Durante le Guerre di Indipendenza, Randolph escogitò un piano per rimpossessarsi del castello che all’epoca era nelle mani degli Inglesi. Uno degli uomini di Randolph, William Francis, aveva vissuto nel castello quando era giovane e aveva scoperto un passaggio segreto sotto l’Argyle Battery (alle nostre spalle) per raggiungere la sua fidanzata che viveva fuori dalle mura della fortezza. Fu proprio Francis, sfruttando le sue conoscenze, a condurre sin qui nel 1314 una trentina di uomini, cogliendo gli Inglesi alla sprovvista! Aprirono le porte del castello al resto degli Scozzesi permettendo così a Sir Randolph di riconquistare Castle Rock! Avviamoci ed io, mentre saliamo, cercherò di continuare a parlarvi della storia di questa straordinaria fortezza”.

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