{"id":2923,"date":"2025-11-08T01:45:39","date_gmt":"2025-11-08T00:45:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albaunicorn.com\/blog\/?p=2923"},"modified":"2025-11-15T14:14:17","modified_gmt":"2025-11-15T13:14:17","slug":"22-il-cardo-selvatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albaunicorn.com\/blog\/22-il-cardo-selvatico\/","title":{"rendered":"Il-Cardo-Selvatico"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-f6474934 alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-b47deef7\"><h1 class=\"uagb-heading-text\"><strong><strong><em><strong><em><strong><strong>Il Cardo selvatico&#8230;<\/strong><\/strong><\/em><\/strong><\/em><\/strong><\/strong><\/h1><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size\" style=\"font-style:normal;font-weight:500\"><strong><strong>una pianta leggendaria<\/strong><\/strong><\/h1>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-da5d164a alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\">\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\"><div class=\"wp-block-group__inner-container\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le tante leggende che si tramandano nelle Highlands, ve ne \u00e8 una che pi\u00f9 di qualsiasi altra ci invita a ricordare che a volte l\u2019aiuto pu\u00f2 arrivare anche dalle direzioni pi\u00f9 impensate. \u00c8 la storia di una pianta orgogliosa e tenace che da sempre cresce nelle brughiere scozzesi e i cui steli alti e pieni di spine la rendono resistente anche ai venti pi\u00f9 impetuosi e agli inverni pi\u00f9 rigidi. Stiamo parlando del <strong>cardo<\/strong>, una pianta che per tanto tempo nessuno aveva considerato degna di nota, preferendole fiori profumati, colorati e delicati. Si dice che le sue foglie coriacee e spinose e i suoi piccoli fiori viola siano scansati persino dal bestiame e dagli animali selvatici che preferiscono cibarsi di altre piante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi vi parler\u00f2 di <strong>un\u2019antica leggenda<\/strong> secondo la quale la sorte del cardo cambi\u00f2 radicalmente una notte di inizio ottobre, segnando per sempre anche il destino di un intero popolo. Questo racconto \u00e8 legato ad un fatto storico: la <strong>battaglia di Largs<\/strong>, tra gli eserciti di <strong>Norvegia<\/strong> e di <strong>Scozia<\/strong>. Re Alessandro III, come il suo predecessore, intendeva riappropriarsi in qualche modo delle isole Occidentali, dell\u2019isola di Man e del Kintyre che da oltre un secolo erano governate da re norvegesi. Re Haakon IV, dal canto suo, preoccupato dal fatto che gli scozzesi stessero progettando di riprendersi i territori del Nord, part\u00ec a luglio del 1263 con un\u2019imponente flotta di navi. Mentre era ancorata al largo di in un\u2019isola nel Firth of Clyde, venne sorpresa da una tempesta. Alcune navi, spinte dal vento, si ritrovarono sulla spiaggia di Largs nell\u2019Ayrshire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a qui si tratta di eventi documentati, il seguito \u00e8 frutto di racconti che si sono tramandati nel tempo, uniti a elementi realistici. La leggenda a cui accennavo prima, narra che i guerrieri norvegesi, nel tentativo di sorprendere gli scozzesi che dormivano nel loro accampamento, si tolsero le calzature convinti di muoversi in modo pi\u00f9 furtivo, anche grazie al favore delle tenebre. Mentre avanzavano silenziosamente, ormai prossimi ad avere la meglio, proprio a causa del buio, non si accorsero di essere finiti in un punto in cui il terreno era coperto di cardi. Uno dei norvegesi calpest\u00f2 una grossa pianta piena di spine che gli si conficcarono in profondit\u00e0, provocandogli dolori fortissimi. Inizi\u00f2 ad urlare, svegliando cos\u00ec gli scozzesi che riuscirono ad affrontare gli invasori e ad ucciderli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco quindi che queste piante, grazie alle loro caratteristiche e al ruolo svolto in quest\u2019occasione, vennero paragonate a delle sentinelle, in grado di scacciare il nemico, sfruttando ci\u00f2 che solitamente era la causa del loro essere denigrate. Da allora, il cardo selvatico divent\u00f2 il Guardian Thistle, il guardiano protettore di Scozia e venne inserito negli stendardi di guerra per proteggere gli eserciti scozzesi. Nel giro di poco tempo, fu scelto come simbolo per l\u2019intero Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa leggenda, come le tante altre che hanno per protagonista il cardo selvatico, narra di un evento miracoloso avvenuto durante un&#8217;epoca di conflitti tra il popolo scozzese e gli invasori stranieri, in cui il coraggio e la resistenza dei clan trovano il proprio simbolo in una pianta che, altrettanto miracolosamente, \u00e8 riuscita a prevalere in una terra ostile. La figura del cardo, protagonista della narrazione, non solo simboleggia la forza degli scozzesi, ma diventa anche un emblema di difesa e unit\u00e0 contro le avversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensate che in alcune narrazioni tramandate nelle Highlands, si racconta che il cardo abbia persino origini divine, nato come dono degli d\u00e8i per proteggere i popoli delle terre alte da invasori e minacce esterne! Il Cardo Selvatico, con le sue spine affilate e il fogliame resistente, la sua capacit\u00e0 di crescita spontanea tra rocce e terreni impervi, rappresenta il cuore indomito dei popoli delle Highlands, capaci di resistere alle avversit\u00e0 del clima e delle invasioni. Non a caso, per secoli, il cardo \u00e8 stato associato alla lotta per l\u2019indipendenza e l\u2019autonomia dei territori scozzesi, ed \u00e8 stato spesso raffigurato come un simbolo di difesa contro le invasioni e le aggressioni esterne. In Scozia, la sua immagine la si trova raffigurata un po\u2019 ovunque: negli stemmi, negli stendardi, nei ritratti di personaggi importanti, sulla divisa della squadra nazionale di Rugby e di quella di calcio, sulle uniformi dei poliziotti, sui loghi delle aziende. Fateci caso la prossima volta che vi recate in terra scozzese!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo utilizzo ufficiale del cardo come simbolo reale della Scozia fu sulle monete d&#8217;argento emesse da Giacomo III nel 1474. Il Thistle crown \u00e8 invece la moneta d\u2019oro coniata all\u2019indomani dell\u2019incoronazione a re d\u2019Inghilterra (come Giacomo I) e di Scozia (come Giacomo VI) del figlio di Mary Stuart, Giacomo VI, per l\u2019appunto. Sulla moneta veniva rappresentata l\u2019unione delle due corone attraverso la rosa su un lato ed il cardo sull\u2019altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra data emblematica \u00e8 il 1642, quando le Guardie Scozzesi (Scots Guards) adottarono il cardo come loro emblema reggimentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensate che a Edimburgo esiste addirittura una cappella dedicata al cardo all\u2019interno della famosa cattedrale di St Giles. Entrandovi, si ha l\u2019impressione di venire catapultati in un luogo bloccato nel tempo! La cappella, sede dell\u2019Ordine del Cardo, l\u2019Ordine scozzese pi\u00f9 antico e importante, \u00e8 stata edificata nel 1911 come luogo di incontro dei cavalieri insigniti dal re di questa prestigiosa onorificenza. Ogni membro dell\u2019Ordine, incluso il sovrano, ha uno seggio sopra il quale si trovano il suo nome e le sue insegne araldiche; in tutto se ne contano 16, anche se originariamente erano 13, in omaggio a Ges\u00f9 e ai suoi dodici apostoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;attuale Ordine del Cardo \u00e8 stato fondato nel 1687 dal re Giacomo VII; \u00e8 un vero e proprio ordine cavalleresco che viene conferito da Sua Maest\u00e0 a coloro che hanno offerto un contributo importante alla Scozia e al Regno Unito. Un tempo, le donne non potevano ricevere questo privilegio, fino a quando la regina Elisabetta II, nel 1987, non decise di cambiare le regole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019emblema che ancora oggi viene appuntato al petto, sopra il cuore, \u00e8 una stella a quattro punte d\u2019argento, sormontata da un salterio di Sant\u2019Andrea, sempre d\u2019argento. Al centro, su un cerchio verde, il motto dell\u2019ordine: &#8220;Nemo me impune lacessit&#8221;, che significa &#8220;Nessuno pu\u00f2 provocarmi e restare impunito&#8221;. Il cardo si trova nel mezzo della scritta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avete mai assaggiato il cardo? E\u2019 una pianta che da un punto di vista culinario merita assolutamente di essere valorizzata! Gli egizi ne conoscevano gi\u00e0 le straordinarie propriet\u00e0 e addirittura Plinio il Vecchio, nella sua opera \u201cNaturalis Historia\u201d, la raccomandava per eliminare l&#8217;eccesso di bile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I cardi sono presenti in tutta la Scozia, dalle Lowlands alle Highlands, e persino sulle isole! Viaggiando attraverso la Scozia, troverete diverse specie allo stato selvatico, le pi\u00f9 comuni delle quali sono il cardo spinoso, il cardo rampicante e il cardo palustre. Osservando le immagini raffigurate sulle monete, sugli stendardi e sui dipinti del passato, possiamo identificare l\u2019emblema nazionale scozzese nel cardo comune <em>Cirisium vulgare<\/em> che si differenzia dall\u2019<em>Onopordum acanthium <\/em>che, invece, non \u00e8 nativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <em>Cirsium vulgare<\/em> appartiene alla famiglia delle <em>Asteraceae<\/em> ed \u00e8 una specie erbacea biennale, capace di adattarsi a terreni poveri e calcarei, spesso trovandosi in zone marginali di difficile coltivazione. Si distingue per la sua altezza imponente e le foglie argentee con bordi dentati e ricoperte di spine che la rendono facilmente riconoscibile; \u00e8 caratterizzata da un fusto robusto (che in alcune specie pu\u00f2 raggiungere persino i 2 metri), le infiorescenze a capolini viola o rosa, simili al carciofo. Fiorisce tra luglio e agosto, periodo in cui il suo colore intenso e vivace si staglia nettamente contro il paesaggio tipico delle brughiere scozzesi. Le radici e le foglie sono usate per preparazioni fitoterapiche, in quanto hanno propriet\u00e0 antinfiammatorie, astringenti, cardiotoniche, digestive e anticancerogene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In passato, le foglie giovani e tenere venivano raccolte e utilizzate nelle zuppe e nelle minestre, donando un tipico sapore leggermente amaro e terroso; la radici, invece, venivano impiegate per preparare infusi e decotti.&nbsp; Nei tempi moderni, l\u2019uso del cardo selvatico si \u00e8 notevolmente ridotto, tuttavia alcune cucine che mirano alla riscoperta delle tradizioni, hanno iniziato ad inserire questa pianta antica in piatti contemporanei, rappresentando cos\u00ec un ponte fra passato e presente, uno stretto legame con le radici rurali scozzesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cardo \u2026. Fonte di ispirazione\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hugh MacDiarmid ha composto nel 1926 la poesia A Drunk Man Looks at the Thistle, che pu\u00f2 essere considerata come un lungo monologo dell\u2019autore tra il comico ed il serio su temi di varia natura. Il poeta, in uno stato di coscienza alterato dall\u2019alcool, si trova a rimirare un cardo, tramite questo, riceve una vera e propria illuminazione sulla vera essenza della Scozia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In occasione del matrimonio tra Margaret Tudor e Giacomo IV avvenuto nel 1503, il poeta William Dunbar ha scritto il poema The Thistle and the Rose, un\u2019opera che trae ispirazione dalle due figure protagoniste dell\u2019unione reale. Il cardo rappresenta il re scozzese, la rosa, la principessa anglosassone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Scozia, facendo parte del Regno Unito, non possiede un proprio inno nazionale. Nonostante ci\u00f2, gli scozzesi hanno scelto (con un sondaggio indetto nel 2006) come inno non ufficiale, The Flower of Scotland, il brano scritto da Roy Williamson del gruppo folk The Corries, che viene cantato con passione e sentimento negli incontri sportivi. Il titolo \u00e8 un chiaro riferimento al cardo, il fiore di Scozia per l\u2019appunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019ultima curiosit\u00e0 che potrebbe interessarvi per il prossimo viaggio in Scozia: se vi piace il tartan e avete sempre desiderato indossarne uno, potete acquistare il tartan \u201cFlower of Scotland\u201d, realizzato in onore del defunto Williamson, a sottolineare l\u2019affetto che il popolo scozzese nutre per il cantante dei Corries.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-layout-grid uagb-block-e28cfc75 alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-eda63079\"><h2 class=\"uagb-heading-text\">Richiami\u200b<\/h2><p class=\"uagb-desc-text\">Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. 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