Il Castello di Edimburgo
Una Fortezza Millenaria e le Sue Radici Antiche
Benvenuti nel cuore pulsante della Scozia, un luogo dove la storia e la leggenda si fondono in un racconto millenario: il Castello di Edimburgo. La sua imponente figura, che domina la capitale scozzese, non è solo un simbolo di potere, ma anche una testimonianza vivente delle epoche che hanno plasmato questa nazione indomita. La sua storia inizia molto prima della costruzione del castello stesso, affondando le radici in un antico passato geologico.
La città di Edimburgo sorge su sette colli, tra i quali spicca, maestoso e inconfondibile, Castle Rock, uno spuntone roccioso che circa 350 milioni di anni fa era un vulcano attivo. L’eredità di questa antica attività vulcanica è evidente nella sua morfologia: un’altezza di circa 130 metri e versanti di pietra vulcanica che si presentano come ostacoli naturali, particolarmente difficili da valicare per qualsiasi potenziale invasore. Queste caratteristiche – l’altezza impressionante e la quasi inespugnabilità dei suoi fianchi rocciosi – hanno reso questo luogo un sito ideale per la fondazione di insediamenti umani fin dai tempi più remoti.
Gli scavi archeologici condotti su questo sito hanno rivelato una storia di occupazione che si estende per millenni. Il ritrovamento di materiali di fattura romana, come ciotole, recipienti di terracotta, bronzi e anfore, ha permesso agli storici di scoprire che circa 1800 anni fa, ovvero all’inizio del III secolo d.C., esisteva un accampamento entrato sicuramente in contatto con i Romani; accampamento che questi ultimi chiamavano “Alauna“, “luogo roccioso”. Tale tribù che abitava Castle Rock in quel periodo era conosciuta come i Votadini o Gododdin. Nella raccolta di versi epici nota come The Gododdin, si narra come questo popolo intorno al 600 d. C. abbia festeggiato per un anno intero in una grande sala a Din Eidyn prima di partire per combattere contro gli Angli. Questo racconto epico è considerato uno dei primi riferimenti documentati al forte di Edimburgo, attestando la sua importanza come centro di potere e comunità già in epoca altomedievale. La supremazia dei Gododdin, tuttavia, non durò per sempre; verso il 640 d.C., Din Eidyn e il popolo dei Gododdin vennero sottomessi dagli Angli, e fu proprio a seguito di questa conquista che il nome della fortezza mutò, diventando quello che conosciamo oggi: Edinburgh.
Ma l’occupazione di questo sito strategico si spinge ancora più indietro nel tempo. Si ritiene che i primi abitanti di questo posto risalgono addirittura all’Età del Bronzo. Questa lunga e ininterrotta presenza umana lo rende il più antico luogo fortificato della Gran Bretagna e, fatto ancor più notevole, un luogo che è stato abitato in maniera continuativa per millenni. È evidente che gli insediamenti che si sono sviluppati nel corso dei secoli abbiano prediletto Castle Rock proprio per la sua facilità di difesa e la sua quasi invulnerabilità. L’unica via d’accesso relativamente agevole si trova ad est, dove una pendenza più dolce, formatasi da una lingua di lava solidificatasi milioni di anni fa, permetteva il transito. È affascinante pensare che ancora oggi il modo più diretto per raggiungere la sommità della collina sia percorrere lo stesso sentiero utilizzato dall’epoca preistorica, un percorso che in seguito è diventato il celebre Royal Mile, l’arteria principale di Edimburgo.
Il primo documento scritto in cui si fa esplicito riferimento a un castello-fortezza reale a Edimburgo è il Chronica Gentis Scotorum, ovvero le Chronicles of the Scottish People, un’opera scritta da John di Fordun verso la fine del XIV secolo. In queste cronache, suddivise in cinque volumi che narrano le origini del popolo scozzese sino al regno di David I, Fordun menziona un episodio cruciale legato a re Malcom III (1031-1093)5. Egli riferisce che la consorte di Malcom, la futura Santa Margherita, si trovava nel “Castello delle fanciulle” quando ricevette la tragica notizia della morte del marito. La regina, sopraffatta dal dolore, morì pochi giorni dopo e il fratello di Malcom, Donald Bane, pose sotto assedio il castello, tentando di rivendicare il trono.
Un’altra fonte storica di grande importanza che fa riferimento al castello di Edimburgo è l’Orygynale Cronykil of Scotland (“Original Chronicle of Scotland”), scritta da Andrew di Wyntoun, uno studioso contemporaneo di Fordun. Wyntoun approfondisce il tema del nome originario del castello, affermando che in alcuni documenti reali risalenti al regno di David I la fortezza veniva chiamata “Maidens Castle”, cioè “Castello delle Vergini”. Questo nome ha suscitato interesse e si ritiene che possa dipendere da due fatti principali.
Il primo, di natura storica, si riferisce alla vicenda di alcune monache (da cui deriverebbe il termine “Vergine”) che risiedevano a Castle Rock e che, per ragioni non specificate ma di certo significative, vennero cacciate.
Il secondo fatto, invece, riconduce il nome a una leggenda più antica e affascinante, quella di Re Artù, e, nello specifico, al Culto delle Nove Vergini. Si narra che esistesse un edificio sacro presieduto da Morgana, la potente maga dotata di poteri soprannaturali, a capo di un gruppo di sacerdotesse vergini.
Queste due interpretazioni, storica e leggendaria, si sono tramandate nel tempo, arricchendo il misticismo e il fascino associati al nome antico del castello.
Quel che è certo è che durante il regno di re Malcom III e dei suoi figli Edgar e di David I, il castello di Edimburgo divenne uno dei centri reali più importanti di Scozia. In modo particolare, la figura di re David I è stata di fondamentale importanza per l’intero Paese. Egli diede un contributo decisivo allo sviluppo della città e del castello, che sotto il suo regno assunse definitivamente il ruolo di fortezza reale. Le riforme messe in atto da David I furono così innovative e lungimiranti da essere considerate una vera e propria rivoluzione, tanto che ancora oggi si parla di “Rivoluzione Davidiana”, in riferimento ai cambiamenti messi in atto dal sovrano per sostenere e promuovere lo sviluppo della Scozia. Tra le sue iniziative più significative, David I convocò al castello, tra il 1139 e il 1150, la prima assemblea di nobili ed ecclesiastici. Questo evento non fu un semplice incontro, ma diede vita alla prima struttura embrionale di quello che sarebbe diventato il parlamento scozzese, segnando un passo cruciale nella storia politica della nazione.
Per quanto riguarda le costruzioni all’interno del castello, si pensa che nel XII secolo la maggior parte degli edifici fosse realizzata in legno, dato che non sono stati ritrovati resti significativi di strutture in pietra risalenti a quel periodo. E’ accertato che ne esistessero solo due: la Cappella di Saint Margaret e una chiesa dedicata a Santa Maria. Mentre la prima, un gioiello di architettura romanica, svetta ancora oggi sulla sommità di Castle Rock, della chiesa di Santa Maria non si ha più traccia. Si presuppone che sorgesse dove ora si trova lo Scottish National War Memorial, un’area di grande significato storico e simbolico.
È probabile che la cappella di Santa Margherita, il cui valore storico e architettonico è immenso, facesse originariamente parte di un mastio quadrato in stile normanno, di circa 17 metri quadrati, che occupava tutta la parte settentrionale della rocca. Questa ipotesi è supportata dalla somiglianza con il mastio costruito dallo stesso David I nel castello di Carlisle, suggerendo un modello architettonico e difensivo ricorrente nelle sue opere.
Da questa prima panoramica sulle origini della città di Edimburgo, è evidente che la storia antica di questo luogo è un intricato mosaico di geologia, archeologia, leggende e documentazioni storiche, che ci parlano di un sito destinato fin dalle sue origini a essere un baluardo e un cuore pulsante della Scozia.
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