Il castello di Edimburgo – III
una visita tra le pagine della storia
“Il silenzio profumato di fiori freschi della cappella di mia madre mi trasmette sempre una sensazione di pace e serenità. St Margaret’s Chapel è uno dei pochi luoghi che mi fanno commuovere profondamente; ogni volta che sento il bisogno di raccogliermi in preghiera o anche solo di un po’ di tranquillità, vengo qui e mi concedo un momento per me. E’ come se il dolce abbraccio di mia madre mi stringesse forte, rassicurandomi e consolandomi.
Scusatemi per essermi lasciato andare alle confidenze… Non divaghiamo ed andiamo oltre. Uscendo dalla cappella ci si trova nel piazzale che ospita il gigantesco Mons Meg, il più grande cannone della Gran Bretagna. Costruito nel 1449 a Mons, in Belgio, venne regalato dal duca di Borgogna a re James II nel 1457. Era un pezzo di artiglieria davvero all’avanguardia, pensate che aveva un calibro di 48 cm ed era in grado di sparare palle di pietra a circa 3,2 km di distanza, una potenza di fuoco impressionante! Purtroppo però il suo peso, 16 tonnellate, lo rendeva troppo ingombrante da trasportare: poteva percorrere solo 5 km al giorno e richiedeva l’impiego di ben 100 uomini per spostarlo. Inoltre, in battaglia, poteva sparare solo una palla di cannone ogni mezz’ora, rendendolo inefficace per un uso prolungato! Potete immaginare che ben presto divenne obsoleto e fu sostituito da cannoni in bronzo molto più potenti e leggeri. Mons Meg, tuttavia, continuò a sparare per celebrare occasioni importanti come, per esempio, il matrimonio di Mary Stuart nel 1558. L’ultima volta in cui venne impiegato fu nel 1681 per festeggiare il compleanno del duca di Albany e futuro re James VII. Il colpo però fu talmente potente da far esplodere la canna, mettendo così fine alla sua carriera!
Venne trasferito alla Torre di Londra nel 1754 per essere fuso ma destino volle che fosse troppo grande per entrare nella fornace e così si salvò! Tornò al castello di Edimburgo nel 1829, accolto da grandi festeggiamenti, come un vero e proprio eroe tornato a casa!
Ora, signori, dirigiamoci verso la Half Moon Battery, all’altra estremità del bastione. Dovete sapere che qui sotto, per secoli, si è celato un mistero, svelato solo a fine ‘800. Questa imponente batteria a mezza luna fu costruita dopo l’assedio di Lang, nello stesso punto in cui sorgeva la leggendaria Torre di David, edificata da re David II, figlio di Robert the Bruce, come simbolo di potere. Immaginate un mastio possente, alto circa 30 metri, con tre piani di appartamenti reali. Chiunque si avvicinasse al castello, veniva accolto da questa struttura maestosa che emergeva dalle mura, svettando, poderoso, sull’intera fortezza: un monito visivo della sovranità scozzese. La Torre era dotata di pareti incredibilmente spesse che si restringevano mano a mano che s’innalzavano e di tutta una serie di feritoie posizionate ingegnosamente che permettevano agli arcieri di difendere da ogni lato la residenza del re, rendendola quasi inattaccabile.
Al piano terra, protetto da un barbacane, vi era uno degli ingressi principali al castello che conduceva ad una sala e, al di sopra di questa, si sviluppavano la camera del re e, ancora più in alto, quella della regina, a testimonianza della stratificazione gerarchica degli spazi reali.
Nel 1433 James I fece aggiungere un’altra torre alle spalle della prima, adibendola a sala per i banchetti, ampliando così le capacità di ospitalità e rappresentanza della residenza reale. Fu proprio a partire dalla struttura di questa torre che venne costruito il nuovo palazzo reale, sebbene il mastio di David II continuasse ad avere una funzione difensiva vitale, tanto che lo spessore delle mura che davano verso Edimburgo fu aumentato di ben 2,5 metri, rafforzando ulteriormente le sue possibilità di resistenza.
Il 22 maggio 1573 è la data funesta nella quale la maestosa torre di re David crollò quasi interamente durante l’assedio di Lang, andando ad ostruire il Fore Well, il pozzo principale del castello, e segnando quindi la resa forzata degli scozzesi.
Proseguendo in questa direzione, possiamo vedere da vicino ciò di cui stiamo parlando. Quello che per secoli è stato considerato il bene più prezioso per una fortezza: la fonte di approvvigionamento d’acqua per i suoi abitanti! Vi assicuro che, soprattutto durante un assedio, la possibilità di avere a disposizione delle scorte d’acqua potabile, può cambiare le sorti dei due eserciti. La presenza di uno o più pozzi è di vitale importanza! Il Fore Well è stato il principale mezzo di rifornimento idrico per il castello di Edimburgo a partire dal XIV secolo. Era profondo 34 metri e poteva contenere fino a circa 130.000 litri; apparentemente una grande quantità ma, in realtà insufficiente per resistere a lunghi assedi. Successivamente al crollo della Torre, il pozzo venne ripulito, ampliato e riportato in uso. Provate a immaginare quante persone, più o meno note, hanno bevuto l’acqua del Fore Well nel corso dei secoli!
Ma ora torniamo a concentrarci sull’Half Moon Battery. Venne costruita subito dopo l’assedio del 1533, intorno alle rovine della torre, celandola in tal modo fino al 1891 quando, l’architetto Blanc, responsabile di alcuni lavori di restauro del castello, fece una scoperta incredibile: individuò una feritoia all’interno di una cantina proprio sotto la batteria. L’architetto sosteneva che la cantina stessa potesse essere la parte superstite della Torre di David dato che era chiaramente costruita con pietre più antiche.
Blanc aveva ragione! Nel 1912 vennero commissionati degli scavi che dimostrarono quanto da lui ipotizzato: la torre di David giaceva sepolta e dimenticata da circa 400 anni!
Cominciarono con lo scavare per 1,5 metri sotto la Half Moon Battery e scoprirono una feritoia, poi si spinsero per altri 4,5 metri e trovarono la cima di una volta in pietra. In seguito sfondarono anche la volta e continuarono a scendere per altri 9 metri fino a quando arrivarono ad una porta e a una rampa di gradini usurati. Pensate l’emozione quando hanno compreso che avevano scoperto l’ingresso alla Torre di re David II! Le operazioni di scavo proseguirono ed emersero altre volte e cunicoli, palle di cannone e frammenti di proiettili.
E’ davvero affascinante come l’accurato lavoro di studiosi ed archeologi permetta di scoprire edifici dimenticati da secoli e possa riportarli alla luce, facendoli rivivere! Ogni volta mi emoziono nel pensare a come sia possibile annullare secoli di oblio grazie alla dedizione e alla passione di persone che credono nella ricchezza del passato come fonte di sapere per il presente ed il futuro”.
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