Fossil Grove:

Il tesoro nascosto di Glasgow

Glasgow ospita numerose aree verdi e gli antichi Botanical Gardens, creati nel 1817 su iniziativa di Thomas Hopkirk, un illustre botanico della città, con il sostegno di numerose personalità locali e dell’Università stessa. Tuttavia, oggi voglio accompagnarvi in un luogo speciale che ospita la più straordinaria collezione di alberi esistente al mondo. Glasgow, rinomata per la sua architettura vittoriana e la sua storia industriale, nasconde nel cuore del Victoria Park, un vero e proprio monumento che proietta i visitatori indietro nel tempo di centinaia di milioni di anni. Io lo considero un ‘giardino botanico sui generis’ in quanto ospita un’unica specie che definirla ‘rara’ è davvero poco esaustivo! Questo luogo, che mi ha colpito moltissimo quando l’ho visitato, custodisce e continua a studiare una serie di piante che non troverete da nessun’altra parte. 

Voglio condurvi in una serra che risale al 1889, quindi in piena epoca vittoriana. Siete pronti ad immergervi in un mondo che, mi auguro, vi emozionerà a tal punto da avere la sensazione di trovarvi esattamente nel luogo originale al quale queste piante appartengono? Ebbene, una volta arrivati in Victoria Park, recatevi nell’angolo a sud-ovest, avvicinatevi alla struttura, salite la breve rampa e … chiudete gli occhi!

Fossil Grove: l’antica foresta che generò l’industria scozzese

Benvenuti in Fossil Grove! La foresta fossile di Glasgow! Qui, per la precisione, lo chiamano ‘il boschetto fossile’ perché si tratta di undici ceppi, per l’appunto, fossili, che risalgono addirittura al periodo Carbonifero e cioè a 325 milioni di anni fa! Ma procediamo per gradi perché di informazioni da darvi ce ne sono davvero tante!

Innanzitutto, dovete sapere che la Scozia, nell’epoca di cui vi ho parlato, era collocata vicino all’Equatore, quindi in una posizione decisamente tropicale, immersa in una pianura costiera alluvionale con un clima caldo e umido. In un ambiente così diverso da quello contemporaneo, crescevano i Lepidodendron, delle piante vascolari arboricole, caratterizzate da fusti legnosi, rami e radici e che quindi assumevano un aspetto del tutto simile a quello degli attuali alberi. Queste piante ormai estinte, imparentate con le odierne erbe palustri e con i muschi, raggiungevano i 30-45 metri grazie alla struttura del loro tronco. Quest’ultimo, spesso e robusto, possedeva una corteccia esterna incredibilmente resistente che permetteva il sostegno di fusti molto alti. Infatti, i Lepidodendron furono tra i primi a sviluppare la lignina, una sostanza che irrobustisce i tessuti, e quindi permette alle piante di crescere in altezza e di rimanere in posizione eretta. I Lepidodendron vengono spesso soprannominati ‘alberi a scaglie’ a causa delle tipiche ‘cicatrici’ a forma di diamante lasciate sul tronco dalla caduta delle foglie. 

Un altro elemento importante è il fatto che non esistevano ancora i microrganismi capaci di consumare questo tipo di materiale. Di conseguenza, l’accumulo di resti di queste immense foreste diede origine ai depositi di torba che in seguito si trasformarono nelle riserve di carbone che contribuirono alla crescita di Glasgow. 

Il processo di fossilizzazione

Tornando agli undici ceppi di Fossil Grove, si ritiene che gli alberi siano stati uccisi da un’inondazione eccezionale di un grande fiume che depositò sabbia e fango intorno alle loro basi. Successivamente, quando le piante morirono, i tronchi che sporgevano sopra il sedimento si ruppero e il tessuto molle interno decadde, lasciando solo la corteccia esterna che, come ho detto, era incredibilmente forte. 

In un secondo momento, l’area fu nuovamente inondata da acqua a rapido scorrimento e i tronchi, ormai cavi, furono riempiti da uno spesso strato di sabbia e vennero seppelliti. Nel tempo, la sabbia si è trasformata in arenaria (roccia sedimentaria), preservando in questo modo i ceppi come calchi interni, mentre la corteccia esterna si è ridotta a un sottile strato di carbone. 

La scoperta in epoca vittoriana e la nascita di un monumento 

Facendo un balzo in avanti di migliaia di anni, arriviamo al 1885 quando i funzionari che amministravano la municipalità di Patrick, una zona antica di Glasgow, decisero di prendere in affitto parte della tenuta di Scotstoun per sviluppare un parco pubblico, il Victoria Park.  Alla fine del 1887, durante i lavori di scavo per un sentiero attraverso una vecchia cava, fu rinvenuto il primo ceppo fossile. La cava originariamente era stata utilizzata per estrarre la dolerite, una roccia ignea scura impiegata per la costruzione di strade. 

La notizia si diffuse rapidamente e a marzo dell’anno successivo i giornali nazionali, tra cui The Scotsman, riportarono la notizia, definendola ‘la più notevole scoperta’ fatta nel regno. 

Gli scienziati della Geological Society of Glasgow, tra cui John Young, David Corse Glen, e Robert Kidston, riconobbero immediatamente l’importanza dei ritrovamenti. I tronchi furono identificati come appartenenti alla specie Lepidodendron veltheimianum e il sistema radicale come Stigmaria ficoides. Fu proprio su loro suggerimento che si decise di conservare i fossili in situ, cioè nella posizione in cui erano cresciuti. L’attuale edificio, in mattoni e tetto in ardesia e vetro, venne costruito nel 1889.  

Caratteristiche uniche del sito:

Entrando nella Fossil House si possono ammirare relativamente da vicino gli undici, straordinari ceppi. 

Le radici: Il sistema cosiddetto radicale, chiamato Stigmaria, è tuttora chiaramente visibile. È caratterizzato da un vero e proprio schema secondo il quale ogni radice principale si divide in due rami uguali. Le radici sono poco profonde, tipico degli alberi di palude.

Il fusto: Sebbene in vita fossero tondi, la loro forma attuale è più simile ad un’ellisse; tale distorsione è stata causata molto probabilmente dalla forza dell’acqua durante la fase di riempimento dei ceppi.

La corrente: Le tracce di increspature visibili sulle superfici dell’arenaria indicano chiaramente che l’antica corrente scorreva con forza verso sud-ovest tra i tronchi.

La sfida della conservazione contemporanea

Il tetto originale in vetro e ardesia venne danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e sostituito. Le modifiche successive, in particolare l’aggiunta di pannelli isolanti negli anni ’90, hanno sfortunatamente ridotto la ventilazione e aumentato l’umidità che provoca condensa e perdite che gocciolano sui fossili e danneggiano le superfici rocciose.

Il Fossil Grove Trust, insieme al Consiglio Comunale di Glasgow (Glasgow City Council), sta cercando finanziamenti per un piano di ristrutturazione per riparare la struttura del tetto, migliorare il drenaggio, i sistemi elettrici e l’umidità interna, garantendo così che i fossili possano continuare ad essere ammirati.

La speranza è che, essendo stato identificato come Sito di Interesse Scientifico Speciale (SSSI) dallo Scottish Natural Heritage, possa essere salvaguardato in modo più serio e duraturo.

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