Flower of Scotland
Il simbolo di una nazione
La Scozia, non essendo una nazione indipendente, non ha un inno ufficiale. Esiste, però, una canzone che è entrata nel cuore degli scozzesi e che meglio di qualsiasi altra sa raccontare lo spirito di un popolo orgoglioso delle proprie origini e che sa combattere con coraggio per la conquista della libertà. Sto parlando, ovviamente, di O Flower of Scotland, quella canzone che sentite cantare a squarciagola prima degli incontri di rugby o di calcio! O Flower of Scotland, intonata da spettatori e atleti con passione ed energia, narra di un fatto storico avvenuto circa 700 anni fa. La melodia è piuttosto malinconica e il tono non particolarmente veloce, eppure questo che possiamo considerare a tutti gli effetti un inno, trasmette immediatamente una carica incredibile a chiunque l’ascolti! Se poi, di sottofondo, ci sono anche i suonatori di cornamusa, l’effetto è amplificato… è come se al coro delle voci di oggi si unissero i ruggiti dei guerrieri del passato che con tenacia e forza di volontà hanno combattuto, sofferto e in numerosi sono morti, per la libertà di un intero popolo!
Il testo di O Flower of Scotland è stato scritto nel 1965 da Roy Williamson, cantante del gruppo The Corries, sulla base della musica composta a fine diciannovesimo secolo da Peter Dodds McCormick. Come dicevo, la canzone parla della vittoria degli scozzesi, guidati da Robert The Bruce, nella battaglia di Bannockburn nel 1314. Una vittoria davvero memorabile in quanto si racconta che l’esercito inglese fosse tre volte più grande di quello scozzese, eppure, nonostante ciò, venne sconfitto! Un trionfo, quindi, degno di essere celebrato in una canzone, soprattutto se si pensa che, a seguito della rovinosa sconfitta, Edoardo II d’Inghilterra riconobbe Robert The Bruce come re di Scozia. Un passo fondamentale, quindi, verso l’indipendenza che fu resa ufficiale nel 1328 con il trattato di Northampton.
O Flower of Scotland, ‘Flùr na h-Alba’ in gaelico scozzese e ‘Flouer o Scotland’ in Scots, non è una semplice canzone, è un omaggio ai soldati caduti per difendere la terra scozzese e un monito a tutti coloro che, come il re inglese Edoardo II, vogliano sfidare questo Paese indomito. Attraverso le strofe cantate con tanta passione, risuona nell’aria un chiaro messaggio per il futuro, un invito al fiero popolo di Scozia a “risollevarsi ancora” per “essere di nuovo una nazione”.
Ecco il testo in inglese con relativa traduzione … qualora vi venisse il desiderio di cantare la prossima volta che la sentirete!
| O Flower of ScotlandWhen will we see your like again? That fought and died for Your wee bit Hill and GlenAnd stood against him (against who?) Proud Edward’s Army And sent him homeward to think again The Hills are bare nowAnd Autumn leaves lie thick and still O’er land that is lost nowWhich those so dearly held That stood against him (against who?) Proud Edward’s Army And sent him homeward to think again Those days are past now And in the past they must remainBut we can still rise nowAnd be the nation again That stood against him (against who?) Proud Edward’s Army And sent him homeward to think again O Flower of ScotlandWhen will we see your like again? That fought and died for Your wee bit Hill and Glen And stood against him (against who?) Proud Edward’s Army And sent him homeward to think again | O Fiore di Scozia quando rivedremo ancora uno come te? Che lottarono e morirono per le tue colline e le tue valli e si opposero contro (contro chi?) l’esercito dell’orgoglioso Edoardo rimandandolo a casa a ripensare ai suoi errori. Ora le colline sono spoglie e le foglie autunnali giacciono secche e immobili sulla terra ora perduta così cara a coloro che la difesero e si opposero contro (contro chi?) l’esercito dell’orgoglioso Edoardo rimandandolo a casa a ripensare ai suoi errori. Quei giorni sono passati adesso e nel passato devono rimanere ma possiamo di nuovo rialzarci ed essere di nuovo la nazione che si oppose contro (contro chi?) l’esercito dell’orgoglioso Edoardo rimandandolo a casa a ripensare ai suoi errori. O Fiore di Scozia quando rivedremo ancora uno come te?Che lottarono e morirono per le tue colline e le tue valli e si opposero contro (contro chi?) l’esercito dell’orgoglioso Edoardo rimandandolo a casa a ripensare ai suoi errori. |
Questo brano è stato trasmesso per la prima volta in una serie della BBC nel 1967, ma è solo nel 1974 che Billy Steele, rugbista dei British Lions, ha incoraggiato la propria squadra a cantarlo in occasione del loro tour in Sud Africa. Ci sono voluti, tuttavia, ancora 16 anni per utilizzarlo come inno pre-partita durante il Campionato delle Cinque Nazione del 1990, in occasione della finale tra Scozia e Inghilterra. Il 17 marzo, infatti, la Scottish Rugby Union decise di suonare Flower of Scotland e … l’incontro si concluse 13 a 7 per la Scozia! Da quel giorno, la canzone divenne l’inno del rugby scozzese; lo stesso anno, il pugile scozzese Jim Watt, campione del mondo, la usò per introdurlo prima del match. La nazionale di calcio la adottò ufficialmente nel 1997 e, dal 2010, ha sostituito “Scotland The Brave” come brano suonato per celebrare le medaglie d’oro scozzesi durante i Giochi del Commonwealth.
Dovete sapere che è stato fatto un sondaggio nel 2006, condotto dalla Royal Scottish National Orchestra, per conoscere l’opinione del pubblico: ebbene, il 41% dei 10.000 elettori ha scelto proprio Flower of Scotland come inno preferito rispetto a “Scotland The Brave” (29%) e “Highland Cathedral” (16%). Nonostante ciò, però, la situazione continua a restare la stessa; infatti, almeno per ora, “God Save the Queen”, è ancora l’inno ufficiale del Regno Unito, di cui la Scozia fa parte.
Un’ultima curiosità: sapete che esiste anche il tartan ‘Flower of Scotland’? E che se volete, lo potete acquistare e indossare in qualsiasi occasione in quanto non ha legami di nessun tipo con alcun clan scozzese? Questo tartan è stato creato appositamente per onorare proprio Roy Williamson. Il disegno si basa sulla trama e sul numero di fili del tartan Gunn, indossato da Roy Williamson, e utilizzando i colori tradizionali del XVIII secolo, il verde lichene e il blu Lochan.
Richiami
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.
ad altre
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.
